Il francese Alexis Léger (Guadalupa, 1887 – Francia, 1975), diplomatico e poeta, Premio Nobel per la letteratura nel 1960, ha il grande merito di essere stato testimone di alcuni tra i più grandi eventi del ‘900.
Nato nelle Antille francesi da una famiglia aristocratica proprietaria di piantagioni di caffè e canna da zucchero, trascorre la sua giovinezza in un’atmosfera di grande libertà, arricchita dalle lezioni private di un botanico e di un vecchio ufficiale di marina che gli fanno apprezzare il contatto con la natura e maturare una non comune sensibilità interculturale. La crisi del settore della canna da zucchero costringe la sua famiglia a rientrare definitivamente in Francia, dove segue gli studi di diritto e matura la sua inclinazione per la letteratura, ispirato dall’infanzia trascorsa in Guadalupa e dalle avventure di Robinson Crusoe.
Nel 1914 intraprende la carriera diplomatica e, dal 1916 al 1921, ricopre l’incarico di Segretario dell’Ambasciata francese a Pechino dove, durante il soggiorno nel tempio taoista di Tao-Yu, non molto lontano da Pechino, scrive Anabasi, il suo singolare ed enigmatico poema, firmato con lo pseudonimo di Saint-John Perse.
Nel 1921, a Washington, nel corso di una conferenza sul disarmo, conosce Aristide Briand (Nantes 1862 – Parigi 1932) Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Francese che lo nomina suo assistente. Aristide Briand è un politico molto amato in quel periodo postbellico in quanto impegnato a sostenere la Società delle Nazioni ed a promuovere gli Stati Uniti d’Europa e le politiche pacifiste che ne sono alla base, quali la risoluzione diplomatica dei conflitti e il controllo degli armamenti.
Il poeta e diplomatico Alexis Léger nel 1928 collabora fattivamente alla elaborazione del Trattato multilaterale Briand-Kellogg sottoscritto il 27 agosto 1928, noto come Patto di Parigi. Tale convenzione internazionale, promossa da Briand e dal Segretario di Stato statunitense, Frank Kellogg, condanna il ricorso alla guerra in presenza di controversie internazionali, stabilendo di risolvere con mezzi pacifici i conflitti di qualunque natura. Per questa ed altre iniziative pacifiste, Aristide Briand, nel 1926, fu insignito del Premio Nobel per la pace, anche se il concreto riconoscimento della rilevanza dei suoi princìpi pacifisti avvenne qualche anno più tardi. Dapprima, nel 1945, quando, proprio sulla base giuridica del Patto di Parigi, il Tribunale Internazionale Militare esercitò la sua specifica giurisdizione nel corso del Processo di Norimberga. E, poi ancora qualche anno più tardi, quando i suoi princìpi pacifisti furono recepiti dai Padri fondatori dell’unità europea nonché dagli estensori della Costituzione della Repubblica italiana che, all’art. 11, ribadirono, senza ombra di dubbio, il ripudio della guerra.
Quel ripudio di ogni etica guerrafondaia di cui il diplomatico Alexis Léger si fece portatore e che non seppe celare neppure in presenza, sia, di Benito Mussolini, incontrato a Stresa nell’aprile del 1935, sia, di Hitler, col quale, a Monaco nel settembre 1938, ebbe un’accesa discussione, nel corso della quale, si racconta, poco mancò che finisse a cazzotti.
Le sue esternazioni costarono ad Alexis la delegittimazione morale e non solo. Pacifista radicale quale era, fu accusato di essere un guerrafondaio e rimosso dall’incarico. Privato della cittadinanza francese, gli furono confiscati i beni e fu costretto ad espatriare negli Stati Uniti, da dove tornerà solo nel 1957.
La sua opera più conosciuta, il poema allegorico Anabasi pubblicato nel 1224 e tradotto da Giuseppe Ungaretti, gli fece ottenere il Nobel per la letteratura e la consacrazione tra i grandi poeti di ogni tempo. Il poema Anabasi, che nulla ha a che fare con l’Anabasi di Senofonte, racconta dell’avanzata militare di un principe guerriero verso l’interno di un paese immaginario, in un tempo immaginario.
Come è immaginaria l’Europa che vedono gli avidi tecnoburocrati dell’u.e. con i loro occhi freddi e assenti.
Questa non è l’Europa pacifista sognata da Briand né da Perse. Né quella voluta dai Padri fondatori.
Questa non è la nostra Europa!
Primum vivere… e, perciò, il primo disegno dell’unione fra le nazioni europee fu di carattere economico. Non militare - i relativi accordi furono stoppati dalla Francia e in...
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